SESSIONE IGENISTI DENTALI


SESSIONE IGIENISTI DENTALI




COMUNICAZIONE come strumento terapeutico

Annamaria Genovesi, Marzia Segu, Simone Marconcini, Michele Micheletti

Negli ultimi decenni l’approccio alla persona malata è radicalmente cambiato: la semeiotica classica è stata pressoché completamente sostituita dalla diagnostica per immagini, sierologica … ciò ha contribuito a disgregare la relazione tra sanitario e paziente. La relazione di aiuto è una tecnica terapeutica per cui tramite la comunicazione il sanitario è in grado di accompagnare il paziente inteso come essere umano verso il raggiungimento di un equilibrio psico-fisico. Lo strumento è un’estensione dell’intelletto e della mano del clinico che riesce a integrare la nuova tecnologia alla relazione di aiuto, stabilendo un contatto con il paziente e ricordando che quello che offre, soprattutto in fase di mantenimento, non è un medicamento, una soluzione, una cura, bensì uno stile di vita cui il soggetto che abbiamo di fronte dovrebbe attenersi.

La comunicazione diventa veramente efficace quando l’intento del comunicatore viene pienamente riconosciuto e accettato dall’interlocutore. La chiave di questo tipo di relazione risiede in un atteggiamento specifico del nostro modo di essere: l’assertività. Questa è il veicolo attraverso il quale è possibile valorizzare il proprio pensiero, esprimere il proprio punto di vista, valori e obiettivi in modo determinato, equilibrato e rispettoso degli altri. La comunicazione assertiva, o comunicazione non violenta, integra abilità sociali, emozioni e razionalità. Per migliorare le proprie competenze di assertività è necessario agire su più livelli contemporaneamente: emotivo, cognitivo e comportamentale. Padroneggiare la propria emotività significa intraprendere un percorso che consenta di esplicitarla sul piano cognitivo e tradurla successivamente in uno stile comunicativo assertivo ed efficace con il conseguente impatto positivo sul clima aziendale e sulla produttività. Le emozioni ricoprono un ruolo determinante nel processo comunicativo interno (verso noi stessi) ed esterno (verso gli altri). Un’emozione intensa può incidere significativamente sui processi della memoria, potendo riservare anche inattese insidie. I processi interessati nel ricordo sono vari: la percezione originaria, il suo immagazzinamento, il recupero e la verbalizzazione. La comunicazione efficace diventa viva quando il comunicatore si libera dai pregiudizi e permette a se stesso di incontrare l’altro, l’interlocutore, nel suo modello di mondo oppure … di crearne uno insieme.


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